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La Madre dei Bimbi

Fra i numerosi devoti della Madonna di Cigoli si deve annoverare il famoso Franco Sacchetti, che cita il castello e la taumaturga immagine, lì venerata, rivolgendosi a Jacomo di Conte da Perugia, ma anche nella novella CCXXX del suo Trecentonovelle. Inviato infatti come podestà a San Miniato nel 1392 e ivi morto, nel 1400, quando ricopriva la carica di vicario, deve senza dubbio essersi rivolto alla Signora di Cigoli, che distava poche miglia dalla città, per avere ristoro dai gravi acciacchi che già da diversi anni lo tormentavano.

Allora il rilievo rappresentante la Madonna con il Bambino si trovava nella chiesa di San Michele, mentre nel secolo XIV l´immagine era custodita in un oratorio attiguo alla chiesa, appartenente alla compagnia laicale della Vergine, di antica fondazione, che, insieme a quella dei Battuti, si occupava di pietà e assistenza all´interno del piccolo borgo.

A causa delle liti tra gli affiliati della compagnia della Vergine e il rettore della chiesa, certo prete Bindo, per gli ingenti incassi ebbe inizio, nel 1335, un nuovo e importante capitolo nella storia di San Michele. Si decise infatti di donare l´immagine al potente ramo benedettino dei frati Umiliati del convento fiorentino di Ognissanti. Si andavano così ad accrescere l´importanza e il ruolo della chiesa dentro il castello tanto che, intorno al 1363, il beato senese Giovanni Colombini, fondatore dei Gesuati, si recò a pregare di fronte alla "graziosa figura di nostra donna", come racconta Feo Belcari. Nel 1381 gli Umiliati fecero costruire a Neri di Fioravante la grandiosa edicola gotica in stucco, tuttora esistente, per custodire la venerata scultura.
 

È però nel 1451, il 21 di luglio, che, secondo la tradizione, avvalorata da un documento del 1791, la Madonna di Cigoli riporta in vita il piccolo figlio di una donna di Treggiaia, della famiglia Mainardi. La donna aveva già perso due figli e, quando partorì il terzo, il marito minacciò di ucciderla se anche questo fosse morto. Purtroppo anche il terzo morì e la disperazione spinse la donna a cercare la morte nelle acque del torrente Roglio. Mentre andava ad affogarsi, incontrò una signora "di nobile aspetto" che la dissuase dal gesto e la convinse a tornare a casa dove, con un tocco, riportò in vita il bambino. La donna disse di chiamarsi Maria e di abitare a Cigoli, fra Rocco  e Michele. Detto questo sparì, mandando raggi di luce. La Mainardi , recatasi a Cigoli alcuni giorni dopo per ringraziare la sua benefattrice, non riuscì a trovare alcuna donna che le assomigliasse. Allora il preposto degli Umiliati, sentito l´accaduto, la condusse in chiesa e le mostrò l´immagine della Madonna, nella quale la donna riconobbe la sua salvatrice. Ai piedi della taumaturga immagine accorsero allora i popoli del circondario. L´evento miracoloso incrementò il culto per l´immagine cui, in virtù della sua particolare protezione verso l´infanzia, venne attribuito il titolo di Madre dei Bimbi, mentre gli Umiliati, sulla scia di questo prodigio che richiamava a Cigoli folle di pellegrini, si rivolgevano al pittore fiorentino Stefano d´Antonio di Vanni (1405-1483) per affrescare il tabernacolo gotico e tutta quanta la cappella della Madonna.

L´immagine oggetto di tanta devozione costituisce un dilemma per gli studiosi, riassumibile in due diverse convinzioni: una delle tante maestà lignee toscane del secolo XIV oppure prototipo illustre per tante opere da questa più o meno dipendenti e diffuse tra il medio Valdarno, la Lucchesia e il territorio pisano. Secondo la prima tesi è plausibile che l´immagine appartenga alla cultura fiorentina della seconda metà del Trecento, anche in considerazione di dati stilistici quali la similarità del trono a specchiature e il campanile del duomo fiorentino, allora in costruzione; rimane tuttavia non dimostrabile l´ipotesi, che dovrebbe sostenere questa prima tesi, secondo cui l´icona attuale avrebbe sostituito quella che la congregazione della Vergine aveva donato nel 1335 agli Umiliati e di cui ricalcherebbe l´impianto originale e il rigido appiombo. La seconda ipotesi vede invece nella Madonna dei Bimbi il modello non solo della pisana Madonna dei Vetturini o dei Cacciatori - attribuita a Nino Pisano e con molta probabilità proveniente da Santa Maria della Spina e posta, nel 1586, all´imbocco di Borgo Stretto a Pisa -, ma anche di altre immagini diffuse in Toscana, entro l´ambito culturale fiorentino della prima metà del Trecento, per coincidenze con opere di maestri giotteschi cui l´ignoto scultore sembra rifarsi, riproducendo in modo più moderno le tradizionali Maestà cimabuesche. I caratteri arcaizzanti dell´immagine (formato cuspidato, struttura a due piani del trono, appoggio sfalsato dei piedi della Vergine, gamba nuda del Bambino) rimandano infatti all´arte dei primi seguaci di Giotto, soprattutto al dipinto eponimo del Maestro di Vicchio di Rimaggio, di cui la nostra sembra la realizzazione plastica aggiornata. Sebbene l´immagine a rilievo si trovi in Toscana sin dal Duecento e rimandi a modelli bizantini, tuttavia a Cigoli la coerenza con cui la nuova pittura di Giotto viene riproposta nella scultura costituisce una novità assoluta, che inciderà su Andrea Pisano e oltre. Non è quindi solo per devozione se Nino Pisano copierà la Madre dei Bimbi di Cigoli nella Madonna dei Vetturini di Borgo Stretto a Pisa. Nonostante il primato della pittura sulla scultura, non si era giunti dunque, per chi dipingeva e scolpiva, a necessarie specializzazioni: in Toscana, infatti, nei primi anni del Trecento, la reciproca attenzione tra scultura e pittura è un fatto reale.

Non bisogna però dimenticare l´importanza religiosa, non solo artistica, che questa immagine ha assunto nel corso dei secoli e che potrebbe influenzare anche la scelta dell´ambito artistico in cui collocarla; da sempre infatti la Madonna di Cigoli è stata oggetto di profonda venerazione. Al di là della testimonianza del Sacchetti e del beato Colombini, tra il 1399 e il 1400 fu proprio la Madonna di Cigoli a rilanciare il movimento dei Bianchi nella zona, quando apparve a una giovane valdelsana di dieci anni e a un´altrettanto giovane donna di Pisa dicendo loro che chi non fosse stato dei Bianchi lo diventasse e si recasse in pellegrinaggio a Cigoli: così gli sarebbero stati rimessi i peccati. Si assiste così a un rovesciamento del rapporto che sta alla base della corretta venerazione delle immagini sacre: non l´immagine riconduce alla venerazione della Vergine, ma la Vergine stessa chiede di andare a venerare un´immagine. E fu così, che tra il 18 e il 19 ottobre 1400, ben 4000 Bianchi giunsero al Castello in affollate processioni, come ricordano Giovanni Sercambi e Luca Dominici. Il miracolo del 21 di luglio accentuò la fama dell´immagine, in un tempo in cui i nuovi culti della Madonna dell´Impruneta e della Santissima Annunziata a Firenze avevano fatto diminuire i pellegrinaggi a Cigoli, che tornò a essere centro di un intenso culto, come lo era stato secoli prima e su più larga scala. Nonostante il castello fosse Diocesi di Lucca, l´immagine era infatti ben nota e venerata anche nel territorio pisano, tanto da spingere Nino Pisano a farne una copia per Borgo Stretto.

Il definitivo riconoscimento all´antichità del culto e il conferimento del titolo di Taumaturga all´immagine di Cigoli avvennero nel 1924 quando, per mano del cardinale Pietro Maffi, arcivescovo di Pisa, il Capitolo Vaticano incoronò l´icona della Madonna la domenica 13 luglio, assistito dai Vescovi di San Miniato, monsignor Carlo Falcini, e di Pescia, monsignor Angelo Simonetti. Infine, il 21 luglio 1978, il vescovo di San Miniato, monsignor Paolo Ghizzoni dichiara santuario mariano la pieve di Cigoli.

Oggi la devozione verso la Madonna di Cigoli è ristretta al Valdarno inferiore, ma ancora si sale in gran numero al santuario per ottenere grazie, soprattutto per i bambini.

Realizzato a cura dell´Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici

FONTI

Francesco Maria Galli-Angelini, Cigoli e il suo santuario (ristampa dell´originale) - Pontedera, 1989.
Roberta Roani Villani (a cura), San Miniato, il Valdarno inferiore e la Valdera - Milano, 1999.
Mariagiulia Burrosi (a cura), Sacre Passioni - Scultura lignea a Pisa dal XII al XV secolo - Milano, 2000.
Roberto Paolo Ciardi (a cura), Visibile pregare - Arte sacra nella diocesi di San Miniato (I) - Pisa, 2000.
Scultura lignea pisana - Percorsi nel territorio tra Medioevo e Rinascimento - Milano, 2001.
Fabrizio Mandolini (a cura), Cigoli e la Madonna Madre dei Bimbi - San Miniato, 2002.

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Il Grande Miracolo del 21 Luglio 1451

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Verso la metà del XV secolo, viveva nel Castello di Treggiaia, Diocesi allora di Lucca, oggi di San Miniato, una donna che la pia tradizione vuole appartenesse alla famiglia Mainardi, a cui successivamente e senza precedente malattia erano morti due figlioletti.
Alla nascita del terzo, il marito della donna che attribuiva la morte degli altri figli alla negligenza di lei, la minaccio di morte se anche questo bambino fosse venuto a perire.
Può ognuno facilmente immaginarsi con quanto amore e diligenza la donna vigilasse costantemente il suo figlioletto e l'immenso strazio ed il terrore che essa provò quando un giorno rientrando in casa per apprestargli il materno nutrimento, lo rinvenne freddo cadavere.
Presa dalla disperazione non tanto per la perdita del figlio quanto per le minacce del marito, quella sventurata madre concepì l'atroce idea di affogarsi nel fiume Roglio, che là presso mesce le sue acque a quelle dell'Era.
Riposato nella cuna quel gelido corpicino, smaniante, furiosa uscì di casa e si avviò verso il fiume, per effettuare il triste suo proponimento.
Mentre correva forsennata per la via, come Dio volle, incontrò una Giovane Donna, di nobile portamento, la quale dopo averla amorevolmente confortata e dissuasa nel reo disegno, la ricondusse a casa, assicurandola che il suo figlioletto era ancor vivo.
Entrate nella camera ove esso trovavasi, lo rinvennero esangue ed immobile, ma appena l'Augusta Signora l'ebbe toccato ed alzato sulle sue braccia, si rianimo e cominciò nuovamente a muoversi, ad agitare il capo e le piccole mani.
Immensa fu la gioia della madre nel vedersi restituire l'amato figliuolo e dopo aver con tutta l'effusione dell'animo ringraziata la pia Benefattrice, la richiese del suo nome e dove dimorasse, per poterle dare qualche prova della sua riconoscenza.
"IO MI CHIAMO MARIA", Ella rispose, "ED ABITO A CIGOLI TRA ROCCO E MICHELE" e ciò detto mandando raggi di luce, disparve.
Dopo alcuni giorni la madre tanto beneficata andò al detto Castello di Cigoli con una somma di commestibili per offrirli alla sua benefattrice. Ma ogni ricerca fu vana, non ritrovando alcuna donna che somigliasse a quella da lei incontrata e che abitasse fra i due personaggi indicatile, cioè Rocco e Michele.
Già il volgo cominciava a schernirla, quando il Preposto degli Umiliati, informato della cosa ed illuminato da Dio, comprese che ella cercava e fattala condurre alla Chiesa le scoprì la devota Immagine di Maria.
La donna de' Mainardi appena vedutala, in un impeto di riconoscenza e di amore non potè frenare le lacrime ed ad alta voce dichiarò di ravvisare perfettamente nei lineamenti del volto, nelle angeliche maniere, Colei che aveva risuscitato il figlio e che l'aveva salvata dalla morte che stava per darsi nelle acque del Roglio.
Questo miracolo tanto dalla tradizione che da un' antico documento si dice avvenuto il 21 Luglio 1451.


 

Fonte:
Francesco Maria Galli-Angelini, Cigoli e il suo santuario (ristampa dell'originale) - Pontedera, 1989.

Testimonianze dei fedeli

Carissimo Don Giampiero,

ecco la mia testimonianza.

Ho pensato tanto a come raccontare questa incredibile storia che spero possa aiutare a ritrovare la speranza a chi l'ha persa, a rinnovare la propria fede a chi ce l'ha e perché no a far avvicinare altre persone alla vostra bellissima comunità. Tutto ebbe inizio con la scoperta della mia malattia, mi dissero sin da subito che la mia malattia era allo stadio più grave e che ero messa davvero male, passarono gli anni e le operazioni e in questo periodo mi riavvicinai alla fede perché era l'unica cosa che mi permetteva di andare avanti senza cadere nello sconforto più cupo.

Questa malattia quando sembravo averla sconfitta eccola che si ripresentava peggio di prima, ma io con la mia fede mi sentivo forte, sentivo che questa croce non la stavo portando da sola e proseguivo nel mio cammino di conversione sempre col sorriso sulle labbra, fiduciosa che tutto si sarebbe sistemato. Invece io continuavo a stare male e piano piano anche la fede più salda può iniziare a vacillare, ero già al mio 4 intervento e ancora non avevo risolto praticamente niente. Cominciò un periodo bruttissimo per me, ogni giorno mi domandavo il perché di tutto questo, non avevo sofferto e lottato abbastanza? Così molte persone iniziarono a stringersi intorno a me cercando di darmi speranza...portandomi santine varie, fazzoletti da Lourdes...da Medjugorje, e io pregavo chiunque, fino a che un giorno non mi resi conto che queste preghiere non erano efficaci, non alleviavano le mie pene, così smisi di rivolgermi a qualcuno in particolare e cominciai a recitare ogni giorno questa preghiera: "Signore, insegnami a pregare, insegnami a pregare".

Qualche tempo dopo una notte feci un sogno bellissimo: ero a casa di mia madre e io ero disperata perchè fuori c'era il finimondo(io l'ho interpretata come una metafora di tutto ciò che stavo attraversando)un alluvione che si stava portando via tutto!non sapevo che fare fino a che mi apparve Giovanni Paolo II che mi disse: "prega la Madonna"e me lo ha ripetè 3 volte, allora nel sogno vidi me stessa in ginocchio recitare l'Ave Maria tantissime volte e su in alto la Madonna circondata da una luce fortissima(infatti non la vedevo in volto ma sapevo che era lei). così a un tratto tutto il caos che c'era fuori casa cessò.....potete immaginare la mia felicità la mattina al risveglio ripensando a quel sogno....dentro di me si riaccese la speranza...non si sogna la Madonna per caso e poi con un Santo!!!!da quel giorno iniziai a rivolgere le mie preghiere solo alla Madonna pregavo con ardore, con il cuore colmo di gioia, non pensavo che a Lei, al sogno, alla fortuna che mi era capitata e stentavo a credere che fosse successo proprio a me.

Esattamente una settimana dopo questo sogno, ne feci un altro..se possibile ancora più incredibile del primo.....un sogno che mi ha cambiato la vita e mi ha portato sin da voi.

Ero a una processione e non sapevo nemmeno che ci fosse in programma una processione quindi rimasi li a vedere chi stesse per passare, in lontananza vedevo una statua ma non capivo chi potesse essere fino a che non mi si fermò davanti...era una donna con un mantello scuro, capii che era una Madonna solo perché aveva un bimbo in braccio ma non riuscivo a capire quale fosse! Questa bellissima Madonnina a un certo punto si girò, mi guardò, mi sorrise e poi proseguì....io rimasi impietrita per un attimo, poi però mi ripresi e iniziai a inseguirla e a chiederle: "chi sei? chi sei?" e così mi rispose:
 

"Sono la Madonna dei bambini"

e via...non c'era più......Potete immagine al mio risveglio!!Corsi al pc per vedere se questa Madonnina che mi ero sognata esisteva o era frutto della mia immaginazione.....così digitai "Madonna dei bimbi" e il primo risultato che spuntò fu: Madre dei bimbi,Madonna di Cigoli...il mio cuore iniziò a andare fortissimo così cercai subito l'immagine.....e li la vidi..ERA LEI!La Madonna del mio sogno...non ci potevo credere...a quel punto le lacrime iniziarono a scendere sole..piangevo e ridevo...e mi dicevo...
Ma dov'è Cigoli?
Ma come ho potuto sognare una Madonna di cui non sapevo nemmeno l'esistenza?
Ma è davvero successo a me?
Lei, è venuta da me?
Mi ha cercato lei! Ma come è possibile?
queste cose si sentono solo in tv...storie da santuari famosi....ma Cigoli....mai sentito nominare!...e poi proprio questa Madonna...a me...che da subito, quando mi diagnosticarono la malattia mi dissero che nel peggiore dei casi non avrei potuto avere figli!!!Adesso sono qui che prego per ricevere questa grazia e lo faccio sempre col sorriso sulle labbra!

Insomma da quel giorno la mia vita è cambiata sono riuscita ad affrontare il mio quinto intervento con una immensa pace nel cuore perché sapevo che avrei avuto una protezione potentissima! un intervento di 8 ore...in cui ho perso tanto...eppure da quell' intervento sono rinata...i medici stessi si stupivano della mia ripresa, del fatto che stessi così bene, del fatto che sorridessi dalla mattina alla sera! ma come non potevo fare altrimenti? Avevo con me la MIA Madonnina(si perché da allora è così la chiamo) niente poteva andare storto e così è stato!!!non sono più stata male da allora...è come se non avessi subito un intervento demolitivo..in cui ho perso anche un rene....ho parlato della mia Madonnina a chiunque... l'ho fatta conoscere e ho raccontato come l'ho conosciuta io e tante persone hanno beneficiato di questo...hanno ritrovato speranza, hanno cominciato a credere che queste cose accadono per davvero....e da allora molte persone si affidano alle mie preghiere, ma io dico sempre loro che io non faccio niente se non che forse parlare nel modo giusto alla Madonna, alla mia mamma. Non è certo merito mio se alcune preghiere che ho fatto per persone a me care sono state ascoltate, io non sono niente, è stata la mia Madonnina che ha semplicemente ascoltato i suoi figli. Per me ieri è stata la giornata più bella della mia vita, non si può descrivere l'emozione che ho provato quando l'ho vista! Quando ho visto quel sorriso... lo stesso sorriso che mi aveva rivolto nel sogno!!!!avrei voluto rimanere li tutta la notte, avrei voluto abbracciare quell'immagine e gridare "Grazie mamma" avrei voluto piangere di felicità, ma mi sono trattenuta e l'ho ringraziata in silenzio, come è mio solito fare ogni giorno, si perché ormai io la mattina appena sveglia la prima cosa che faccio è dare il buongiorno alla mia mamma celeste.. .e quando sono un po' giù le parlo, le chiedo di darmi conforto, di farmi capire cosa devo fare...Insomma potrei stare qui a raccontare tantissimi episodi che mi sono successi da allora, ma sono talmente personali e intimi che forse non tutti potrebbero capire...dico solo che da quando la mia Madonnina mi è apparsa, in un momento in cui vedevo solo buio, io ho imparato " a vedere con gli occhi di lassù" e adesso sono FELICE.

Sarò per sempre devota a questa bellissima Madonna e mi ritengo una privilegiata per quello che mi è successo, e ritengo voi altrettanto privilegiati perché potete vedere ogni giorno la nostra mamma, abbiate fede non siamo soli, siamo tutti figli di Dio e davvero le vie del Signore sono infinite.....guardate un po' che ha fatto?!?.....mi ha portato da voi...dalla lontana Sicilia.


Luisa Renda

UN FATTO ECCEZIONALE: LA TESTIMONIANZA DI GRAZIA RICEVUTA, SIG.RA LUISA RENDA

Alcamo (Trapani), 7 Dicembre 2012

Questa sezione nasce dalla volontà di raccogliere le testimonianze dirette dei fedeli su grazie o particolari avvenimenti riguardanti la Madonna dei Bambini.

Carissimo Don Giampiero,
le scrivo per darle bellissime notizie: la nostra Madonnina ha compiuto il miracolo!!!! i medici sono stupefatti, ancora non riescono a capire come sia potuto succedere!
Dentro di me ci sono due vite!!!! solo la grandezza e la Misericordia della nostra Madre poteva una tale opera!
I miei esami mi classificavano come in menopausa visto che dopo tutti gli interventi mi è rimasta solo 3/4 di ovaia...eppure...eccomi qui...a portare dentro questo ventre martoriato due vite.
Le chiedo per questo di pregare per me, affinché queste due vite possano andare avanti, lei che è così vicino alla Madonnina che tanto amo le chiedo di accenderLe una candela da parte mia e chiederle la grazia di farli rimanere con me, se vuole può raccontare questa mia testimonianza ai parrocchiani, penso che sia una bellissima testimonianza di fede per tutti loro, per noi che siamo così devoti a questa Madonna.
L'ho pregata con fede, col cuore in mano, mi sono rivolta a lei come ho sempre fatto da quando mi è apparsa in sogno e sta compiendo la sua opera su di me lasciando tutti a bocca aperta!!!

Quanto è grande la nostra Mamma! piango di felicità ogni giorno e ringrazio ogni giorno il Cielo per tutto quello che mi è successo!
La prego dunque, con la massima umiltà di pregare per me e per i miei
piccoli, che sono già dei miracoli!!!!

Colgo anche l'occasione per chiederle come sta lei, spero tutto bene.
Cordiali saluti

 


Luisa Renda

UN FATTO ECCEZIONALE: LA NUOVA TESTIMONIANZA DELLA SIG.RA LUISA RENDA

Alcamo (Trapani), 17 Marzo 2013

Storia dei Festeggiamenti 13-21 Luglio

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L’origine del culto della Madonna di Cigoli risale al Medioevo e si concentra attorno alla miracolosa immagine mariana: già nel Trecento sono attestati numerosi pellegrinaggi, che trasformano la pieve di San Giovanni Battista in uno dei santuari mariani più importanti della Toscana.

La devozione non riguarda solo Cigoli e la diocesi di San Miniato, ma si estende a molte città toscane, in particolare Firenze, Pisa e Siena. Le offerte dei fedeli permettono la costruzione di una cappella monumentale, segno concreto della diffusione del culto.

Una delle prime testimonianze è il fatto miracoloso del 1317, quando gli abitanti di Cigoli riconquistano la rocca caduta in mano a Uguccione della Faggiola: la vittoria viene attribuita alla protezione della Vergine, e i prigionieri sono liberati in suo onore. Questo episodio dimostra che già agli inizi del Trecento esiste una forte devozione mariana, anche se non è chiaro se l’immagine fosse già presente o sia stata creata come ex voto.

Tra i protagonisti del culto spicca il Beato Giovanni Colombini di Siena, ricco mercante convertito alla povertà e fondatore dei Gesuati: nel 1363 egli giunge in pellegrinaggio a Cigoli, attratto dalla fama dei miracoli, e affida alla Madonna se stesso, i compagni e tutta la Toscana.

La diffusione del culto è confermata anche dalla presenza di icone affini in Toscana occidentale, come la Madonna dei Vetturini di Nino Pisano a Pisa, che riprende alcuni tratti iconografici della Vergine di Cigoli.

Importanti notizie documentarie provengono dalle pergamene del 1335 rinvenute da don Lelio Mannari nell’archivio di Lucca, che parlano di un’immagine della Vergine in una tavola nella chiesa di San Michele di Ceuli: esse attestano un culto già molto vivo e un afflusso straordinario di fedeli, superiore a pochi giorni l’anno. Mannari ritiene che il culto di Cigoli sia anteriore a quello della Madonna di Montenero presso Livorno. Un’altra testimonianza di rilievo è quella di Franco Sacchetti, scrittore fiorentino del tardo Trecento, che cita più volte la Madonna di Cigoli nelle sue opere e ricorda come “a S. Maria da Cigoli ognuno accorreva”. Nelle sue novelle compare anche il voto di un devoto fiorentino, Bate, che manda un ex voto al santuario, segno di una tradizione di immagini votive legate alle grazie ricevute. Sacchetti sottolinea la grande fama del santuario, ritenuto celebre già prima dell’immagine della Santissima Annunziata di Firenze.

Tra il 1399 e il 1400 il culto riceve nuovo impulso grazie al movimento penitenziale dei Bianchi: quattromila penitenti, provenienti da varie zone della Toscana, giungono in processione a Cigoli, richiamati da una presunta apparizione della Vergine a due veggenti. L’icona diventa così centro di un forte movimento devozionale, che genera altri gruppi di Bianchi nella zona di San Miniato.

In questo contesto la Madonna di Cigoli si conferma come immagine “fisica” che richiama a sé i fedeli, più che semplice conseguenza di una visione mistica. Il miracolo più celebre è quello del 21 luglio 1451, la resurrezione di un fanciullo, che darà alla Vergine il titolo di “Madre dei Bimbi” e riaccenderà i pellegrinaggi in un periodo in cui nuovi santuari mariani toscani stavano emergendo. Il culto rimane intenso per tutta l’età moderna, pur restringendosi progressivamente a un ambito più locale dopo la metà del Seicento. Nell’Ottocento numerosi voti sono rivolti alla Madonna per ottenere pioggia o protezione dalle malattie, come durante il colera del 1835. Scrittori come Augusto Conti ricordano la tradizione delle madri che portano i figli al santuario per affidarli alla Vergine.

Importante è anche la devozione di famiglie locali come i Carranza e i Sonnino, che finanziano opere e arredi per la chiesa. Nel 1911 il vescovo Carlo Falcini promuove solenni festeggiamenti: venticinque parrocchie e migliaia di pellegrini salgono al santuario, inaugurando un ventennio di particolare fervore.

Durante la Prima guerra mondiale molti soldati si affidano alla Madonna di Cigoli, inviando offerte dal fronte e chiedendo preghiere per la salvezza propria e della patria. Nel 1916 ben 373 soldati di varie regioni italiane si pongono sotto il suo patrocinio. Il riconoscimento ufficiale dell’antichità e del carattere taumaturgico del culto arriva nel 1929, quando il Capitolo Vaticano incorona l’icona con due corone d’oro, alla presenza di importanti autorità ecclesiastiche.

Nel 1978 la chiesa plebana di Cigoli viene infine proclamata Santuario mariano. Ancora oggi la devozione è viva: ogni 21 luglio si rievoca il miracolo del 1451 con pellegrinaggi, messe e rosari, e per tutta la settimana precedente si svolgono solenni celebrazioni. I fedeli, soprattutto le madri e le donne in gravidanza, continuano a rivolgersi alla “Madre dei Bimbi” per chiedere protezione e grazie per i loro figli, mantenendo vivo un culto che affonda le sue radici nel Medioevo e attraversa ininterrottamente i secoli.

Storia del furto e restituzione dell'Immagine Sacra 

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"Deve essere perpetuo il nostro impegno nel ricordare, che in tutta questa vicenda si termina con conversione di coscienze oscurate dal peccato e risorte alla grazia di Dio"

 

Don Giampiero Taddei

 

Il furto avvenne nella notte tra il 17 e il 18 luglio 1980.


Le vicende hanno inizio la notte del 31 dicembre 1979, quando l'immagine della Madre dei Bambini venne danneggiata da un incendio provocato dalla caduta di un fulmine sulla torre campanaria. Durante i restauri, ad opera della Soprintendenza ai Beni Culturali di Pisa, era stata riportata al Santuario di Cigoli in occasione dei festeggiamenti annuali in onore del miracolo del 21 Luglio. Ma fu proprio in quella notte che mani sacrileghe l'avevano trafugata gettando nello sconforto e nell'angoscia tutti i devoti della Madonna.
Passarono «sei lunghi e disperati anni di dolore, di ricerca, di speranza, di delusioni». Finché sei anni dopo, proprio il 6 di Dicembre del 1986 alle 19,30 qualcuno bussò alla porta della canonica lasciando un pacco voluminoso. L'immagine della Madre dei Bimbi era stata restituita completamente restaurata. Un evento inaudito tanto che molti fedeli increduli dell'avvenimento gridarono al miracolo.


La storia del furto e restituzione dell'immagine della Madre dei Bimbi è adesso illustrata in una pala d'altare del pittore Luca Macchi, allievo del Maestro Dilvo Lotti (autore dell'affresco del Miracolo del 21 Luglio), collocata su una delle pareti della navata di Maria Madre dei Bimbi del Santuario di Cigoli. I momenti salienti della vicenda vengono rappresentati, in un'ideale percorso che va dalle "Tenebre" che avvolgono i volti dei ladri nell'atto del furto, alla "Luce" della conversione avuta
dagli stessi autori dell'atto sacrilego, sormontato da una Maestà : la Madonna in trono con Gesù Bambino tra i Santi Michele Arcangelo e Rocco.


I ricordi e le vicende legate a questo evento definibile per molti tratti "Miracoloso" sono raccolti nell'opera di Riccardo Cardellicchio «Miracolo a Cigoli», una deposizione autentica delle peripezie, vissute da Don Giampiero Taddei durante i sei lunghi anni di lontananza di Maria dal suo Santuario, fino alla sua definitiva restituzione.


Nel ricordo di tali avvenimenti, ogni anno, dal 6 Dicembre 1986, nei giorni del 6, 7 e 8 Dicembre, il Santuario e la parrocchia di Cigoli danno vita ad una serie di eventi per commemorare la Restituzione della Sacra Immagine di Maria Madre dei Bambini.

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